Sal De Riso svela il segreto del pan brioche al kefir: soffice per giorni e pronto in tempo per il 1° maggio

C’è qualcosa di speciale nel profumo del pan brioche che riempie la cucina di mattina: è una di quelle magie semplici che trasformano una colazione qualunque in un momento da ricordare. E se quella magia la costruiamo con il kefir, il risultato diventa ancora più sorprendente. Il pan brioche al kefir è un lievitato soffice, leggermente acidulo, con una mollica aperta e setosa che si scioglie in bocca quasi senza sforzo. È proprio Sal De Riso, il maestro pasticciere della Costiera Amalfitana, a insegnare quanto un ingrediente fermentato possa rivoluzionare un impasto tradizionale: il kefir, al posto del latte intero, dona umidità, profondità aromatica e una leggerezza che si sente davvero. Questa ricetta è perfetta per il 1° maggio, quando si ha finalmente il tempo di dedicarsi a un lievitato senza fretta, di aspettare che l’impasto cresca, di prendersi cura di qualcosa con le mani. Una festa del lavoro che comincia dalla cucina.

Preparazione30 min
Cottura30 min
Difficoltàmedio
Costo

Ingredienti

persone

Utensili

Preparazione

1. Attiva il lievito

Sciogli il lievito di birra fresco in due cucchiai di kefir leggermente intiepidito — non oltre i 30°C, altrimenti la carica batterica si indebolisce. Aggiungi il miele di acacia e mescola fino a ottenere un composto omogeneo. Lascialo riposare per circa dieci minuti: vedrai formarsi una leggera schiuma in superficie, segnale che il lievito è attivo e pronto per fare il suo lavoro.

2. Costruisci l’impasto

Nella ciotola della planetaria con il gancio, unisci la farina Manitoba, lo zucchero e la vaniglia. Aggiungi il composto di lievito, l’uovo intero e il kefir rimasto. Avvia a velocità bassa per i primi tre minuti, poi aumenta leggermente. Lavora l’impasto per almeno dieci minuti: deve diventare liscio, elastico e staccarsi dalle pareti della ciotola senza appicciarsi. Solo a questo punto aggiungi il burro morbido a pezzetti, un po’ per volta, aspettando che ogni aggiunta venga assorbita prima di inserire la successiva. Infine unisci il sale.

3. Prima lievitazione

Forma una palla con l’impasto, adagiala in una ciotola leggermente unta e coprila con la pellicola alimentare. Lascia lievitare a temperatura ambiente — idealmente intorno ai 26°C — per circa due ore, o fino al raddoppio del volume. Se la cucina è fresca, puoi mettere la ciotola nel forno spento con la sola luce accesa: quella piccola fonte di calore è sufficiente.

4. Forma e seconda lievitazione

Rovescia l’impasto sul piano di lavoro leggermente infarinato. Dividilo in tre parti uguali, stendi ogni porzione con le mani e arrotolala su se stessa formando dei filoncini. Intreccia i tre filoncini e adagiali nello stampo da plumcake foderato di carta da forno. Copri con un canovaccio umido e lascia lievitare ancora per 45-60 minuti, fino a quando l’impasto non supera leggermente il bordo dello stampo.

5. Cottura

Preriscalda il forno a 175°C in modalità statica. Prima di infornare, spennella delicatamente la superficie del brioche con il latte, usando il pennello da cucina con movimenti leggeri per non sgonfiare la lievitazione. Cuoci per 28-32 minuti, fino a doratura uniforme. Se la superficie dovesse scurirsi troppo rapidamente, copri con un foglio di alluminio negli ultimi dieci minuti. Sforna e lascia raffreddare almeno venti minuti prima di sformare.

Come servirlo e con cosa abbinarlo

Il pan brioche al kefir si presta a una tavola da colazione o da brunch del 1° maggio con grande eleganza informale. Tagliato a fette spesse, è straordinario con un velo di burro salato e miele di castagno, oppure con marmellata di albicocche fatta in casa. Per chi vuole un abbinamento goloso, una crema al pistacchio di Bronte ci sta benissimo.

Dal punto di vista delle bevande, la sua nota lattica e leggermente acidula si sposa bene con un tè nero Darjeeling o un Assam in infusione lunga — amaro e profumato quanto basta per bilanciare la dolcezza dell’impasto. Chi preferisce qualcosa di caldo e avvolgente troverà nel caffè filtro un compagno ideale, meglio se preparato con un metodo a immersione come la French press, che esalta le note tostato-caramellate. Per i più piccoli — o per chi semplicemente ama la dolcezza — un bicchiere di latte vegetale all’avena è un abbinamento morbido e appagante.

Il kefir in pasticceria: una riscoperta antica

Il kefir è una delle bevande fermentate più antiche del mondo: originario del Caucaso, era già noto alle popolazioni nomadi di quella regione migliaia di anni fa. Il nome deriva probabilmente dalla parola turca keyif, che significa benessere, e non è difficile capire perché. Il suo utilizzo in pasticceria e nei lievitati è una pratica che in Italia si sta riscoprendo solo di recente, grazie anche all’interesse crescente per la fermentazione naturale e per gli impasti a lunga maturazione.

La tradizione dei lievitati soffici italiani — dalla colomba pasquale al babà napoletano, dal pandoro al pan brioche siciliano — ha sempre cercato il modo di prolungare la morbidezza e la conservabilità dell’impasto. Il kefir si inserisce in questa ricerca come un ingrediente intelligente: i suoi batteri lattici abbassano leggermente il pH dell’impasto, rallentando la crescita di muffe e conservando la mollica morbida anche il giorno successivo. Sal De Riso, da anni interprete di una pasticceria che guarda alla tradizione ma non ha paura di sperimentare, ha contribuito a portare questo ingrediente all’attenzione del grande pubblico, dimostrando che l’innovazione in cucina passa spesso attraverso la riscoperta di qualcosa che esisteva già — solo altrove.

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